Boldrini - Filistrucchi
Funiculì Funiculà
Gli Anni '60
Gli Anni '60
Gli Anni '60
Il Cielo
Il Tempo
Lavinia
Nadia - Georgofili
Proud Mary
UN GRAN FINALE!
Franco Boldrini
Lavinia Parissi
Marcella Ricci
Prem Mahan Pavanello
Anna Sebestyèn
Gaia Scuderi
Valeria Paperini-Giuliano Scarpati
Dalia Lauriola
Elena Presti
Juan Lorenzo
Jai Natelle
MARTINA-ADS JAZZ CLUB FIRENZE
ADS JAZZ CLUB - LUANA E MARTINA
IL CLOWN FERRUCCIO
Teatro Verdi Firenze: 'Eppure quando guardo il Cielo'
‘Eppure quando guardo il cielo’ ideato, scritto e diretto da
Franco Boldrini
‘Eppure quando guardo il cielo’ , titolo tratto da una frase di Anna Frank scritta nel suo diario, sabato 15 luglio 1944. Il 4 agosto fu arrestata dalla Gestapo e deportata(Auschwitz-Bergen-Belsen) insieme alla sua famiglia.
Musica e Prosa, Canto e Poesia – accanto al Tempo – ci trasportano in volo nei remoti percorsi della nostra Anima, dove dalle Stanze della nostra Memoria escono Ricordi di Gioia e Amore, Ingiustizia e Dolore, ma anche Ragione e Speranza, per ‘chi sa guardare al Cielo’. (F.B.)
Il Tempo (la Parissi in una performance straordinaria, col sapiente trucco di Filistrucchi) con la sua emanazione la Clessidra (una perfetta e conturbante Scuderi) apre il viaggio MUSICAL che si stende e scorre nel primo ‘900, con l’insuperabile vigore della canzone d’amore napoletana (un particolare e deciso Boldrini), sottolineata da geniali coreografie (Canestro-Paoleschi) con bravissime e giovani ballerine (Centro Danza e Movimento Firenze), unite alla pittura estemporanea eseguita direttamente sul palco da un giovane pittore proiettato dal Tempo (Francesco Ingrosso)
L’introduzione di un Cyrano de Bergerac-narratore (Alessio Sardelli), dà inizio al fantastico viaggio nel Tempo, con l’apparizione quasi mistica di Mariù (la giovane Pavanello), immagine armoniosa degli anni trenta, guida per un tratto il ‘viaggio’ con alcune tra le più belle melodie d’amore dell’epoca.
Mariù sedicenne, col suo giglio, simbolo d’amore puro, si trasforma in Anna Frank, con la recita del drammatico brano tratto dalla fine del suo diario del 1944, con rievocazione storica della sofferenza ad Auschwitz.
Qui si opera il ‘passaggio’ scioccante da Anna Frank a Nadia Nencioni (interpretata dalla giovanissima Saida Calvaruso), la bimba rimasta uccisa con la sua famiglia e lo studente Dario Capolicchio dalla bomba assassina dei Georgofili, con la recita della poesia ‘Il Tramonto’, tratta ancora da un diario, quello della piccola fiorentina, trovato tra le macerie di via Lambertesca, la notte del 27 maggio 1993.
Altre storie-illustrate da disegni di bambini appartenenti a un Paese Magico nel cielo, strappati alla vita, con interventi fantastici di un magico clown con le sue ’bolle di sapone’ (Ferruccio Bigi). Il tutto sottolineato da musiche stupende, fra cui l’intervento solista di un violino magico che riesce a fermare il Tempo ( Anna Sebestyén) appositamente arrangiate per il delicato tema e interpretate con grande intensità da Franco Boldrini.
Dall’ ‘Intermezzo’ di Ma scagni con l’Angelo della Speranza (Valentina Rafanelli) del finale del primo tempo, approdiamo alle scatenanti musiche r’n’r degli anni cinquanta, con sfrenati giovani ballerini (Scuola Ads Jazz Club Firenze), nel ricordo della ‘ricostruzione’, della voglia di tornare a vivere, l’evoluzione giovanile. A seguire l’ apparizione dell’Arcobaleno di Over the rainbow (Dalia Lauriola) e l’Arlecchinata (le stupende movenze della giovanissima Irene Benoni, con uno Charlot-Chaplin (lo straordinario mimo Jay Natelle), nella ricerca costante dell’armonia, della serenita’ - oggi inesorabilmente perdute -. Quindi i ‘favolosi’ anni sessanta, i cantautori, i gruppi musicali, con filmati storici.
La sensualità del Tango (Scarpati-Paperini), e del Flamenco (una incantevole Elena Presti, accompagnata alla chitarra dal virtuoso Juan Lorenzo) con altre performance di danza (la superba Marcella Ricci), dove Amore e Desiderio d’amare fanno ancora sognare, sperare.
La fine del fantastico viaggio vede Il Cielo (Anna Frank), l’ Angelo della Speranza, i bambini del Paese Magico , uniti all’Arte, Amore, Musica e Tempo, che s’intrecciano in un vorticoso disegno quasi divino, immortale in mezzo alla emozionante decantazione di Cyrano e il Tempo della commovente e severa poesia di Mario Luzi (“SIA DETTO”)
La nostra Nadia - piccola ‘madonna fiorentina’ immagine simbolo della città di Firenze- offre al Cielo il suo Giglio :
“Giustizia non ti negare al desiderio degli uomini, scendi in campo, abbi la tua vittoria.
Pace, pace, pace.” (Mario Luzi)
“Il Tempo presente è contenuto nel tempo passato”
Viaggio nella memoria tra i percorsi dell’Anima.
il Tempo:
Je suis le Temps, il Tempo, come un Bolero, danzo e vibro leggero…
Cyrano:
Eccomi, voila ! Vi racconterò la vera storia dell’Amore, la storia anche del Dolore…
Il Prinicipe senza Tempo
I’ te vurria vasà, ma ‘o core nun me o dice e te scetà e te scetà…
Cyrano:
Né ancora t’incontreranno coloro che usavano cercarti ai primi giorni
Di maggio…quante cose accumula il Tempo, l’Amore, la guerra, gli occhi.
Mariù:
…Io esco dal Tempo, rosa di Maggio da voi evocata, l’amore è il mio trono
Anna Frank:
(…) Odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà
Noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini,
EPPURE QUANDO GUARDO IL CIELO,penso che tutto si
Svolgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata
Durezza cesserà, che ritroverà l’ordine, la pace,
la serenità”. (dal suo diario, 15 luglio,1944)
Nadia Nencioni:
Il pomeriggio se ne va,
se ne va via…
il tramonto si avvicina,
un momento stupendo…
il sole sta andando via (a letto)
è già sera e tutto è finito. ( dal suo diario,23.maggio 1993)
Auschwitz:
(…) e ancora scoppia la bomba e ancora non è contenta
Di sangue la bestia umana, e ancora ci porta il vento…
Il Tempo:
Cantate, cantate e ballate, ballate come un Tempo ! Fate
Sudare di gioia i vostri corpi…
Principe Senza Tempo:
Mi piace guardarti al mattino, quando sciogli i tuoi capelli
Quando chiedi se ti amo…nel silenzio sento il tuo respiro
Confuso con il mio, così ti amo, così ti amo e scriveremo il
Nostro amore su fogli di quaderno e mentre tutto scorre
Tu la regina ancora dentro la mia torre, grideremo ancora
Al mare come ci amiamo…
Il Tempo:
quante pallide foglie pendono da quei ramoscelli
Tremanti dei vostri ricordi, io li ho visti, li ho sentiti,
li ho sfiorati…
Cyrano:
…l’Amore e il cielo inventano il suo infinito…
Mario Luzi:
Sia detto ! Firenze, ti soccorra la tua pietà antica
Ti sorregga una fierezza nuova,
sii prudente, sii audace.
PACE, PACE, PACE.
Archivio
La
scatenante ‘Tu che m’hai preso il cuor’
apre il ‘900, quando ‘I te vurria vasà’
e ‘O surdato ‘nnamurato’ confermano
l’insuperabile napoletanità della canzone
d’amore sottolineate da geniali coreografie delle
ballerine della scuola SAD…Poi l’apparizione
quasi mistica di Mariù, simbolo
dell’amore puro e duraturo, musa stupenda che
accompagnerà tutte le più belle melodie
d’amore dello spettacolo. Mariù sedicenne
però si trasformerà anche in Anna
Frank, dove da ‘Parlami d’amore
Mariù’ si trasferirà in ‘Auschwitz’,
per mano al bambino del Ghetto di Var-savia…Qui
ci sarà il gemellaggio scioccante tra Firenze,
rap-presentata da Nadia Nencioni, la
bimba uccisa dalla bomba dei Georgofili e Georgj,
il bambino della tragedia della scuo-la di Beslan, sottolineate
da musiche stupende che Franco dei Califfi ha appositamente
arrangiato per il delicato tema, dove però trionferà
sempre l’Angelo della Speranza,
in-terpretato con una leggera e delicata coreografia
di danza classica.
Un tema che si manterrà per tutto lo spettacolo,
dove l’EP-PURE…quando guardo il
cielo’ del diario di Anna Frank vivrà
per sempre in tutte le canzoni interpretate magistra-lmente
da Franco Boldrini…
Quindi da Beethoven del finale del primo tempo arriveremo
a Glenn Miller, a Malafemmena di Totò, a ‘Il
cielo in una stanza’ di Paoli.
Poi gli stupendi brani di Franco dei Califfi come ‘Al
mattino’, ‘Così ti amo, Tuttoscorre’…
Ma ci sono anche tributi A Lucio Battisti, Lucio Dalla,
fino alla grande lotta fra il sacro e il profano di
Notre Dame de Paris, dove la potenza dell’amore
di Quasimodo (mostro fuori, meraviglioso dentro) per
la sedicenne Esmeralda (sempre la nostra Mariù),
suggella quasi con magia tutto il senso dello spettacolo,
dove l’Angelo della Speranza,
unito all’Arte, Amore e Tempo, s’intrecciano
in un vorticoso disegno quasi divino, immortale… 'Addio Mariù che parlavi d’amore’…
...E TUTTO SCORRE...
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